COINCIDENZA VENEIZANA
Era la Pasqua del 2022 quando decidemmo di visitare Venezia insieme ai nostri cari amici. Appena arrivati, capimmo subito che la nostra “fantastica idea” non era stata poi così originale, considerato il miliardo di persone presenti nel visitare la Serenissima, spinto dalla voglia di respirare di nuovo libertà dopo le chiusure del lockdown. Tralasciando per un momento il fatto che “Venezia è meravigliosa, ma non ci vivrei”, e nonostante il caos furibondo che regnava tra calli e ponticelli, girovagando senza una meta precisa i miei occhi furono improvvisamente catturati da uno scorcio: un piccolo canale, un intreccio armonioso di linee e il glicine in fiore che scendeva lungo un muro. Era impossibile non fermarsi, quello scorcio pretendeva di essere fotografato.
Passò del tempo da quella visita, finché – una sera – mi capitò di vedere in TV il film “Assassinio a Venezia”, tratto dal celebre romanzo “Poirot e la strage degli innocenti” di Agatha Christie, e girato nel 2023. Durante la visione, un déjà-vu mi fece sussultare: una delle scene finali era ambientata esattamente nello stesso punto che avevo immortalato io, con il medesimo angolo di ripresa.
Non potei fare a meno di sorridere: in fondo, non capita tutti i giorni di scoprire che una delle tue inquadrature preferite è stata scelta anche da una grande produzione cinematografica. E in quel momento ho pensato che forse, tra fotografi e registi, condividiamo la stessa silenziosa ossessione nel catturare la magia che vive solo in certi scorci.