Open House Torino
Quando Marco di BOX Architetti mi ha proposto di esporre durante Open House Torino, la risposta è stata immediata: «Volentieri!».
Solo dopo ho fatto un rapido calcolo mentale. Mancavano poco più di dieci giorni.
Dieci giorni per scegliere le fotografie, dare un’identità al progetto, progettare l’allestimento, stampare le opere, realizzare locandine e cartoline, preparare la pagina dedicata sul sito, coordinare la comunicazione e trovare una soluzione espositiva che fosse all’altezza di uno spazio così particolare.
In altre parole: nessun margine per ripensamenti.
Da quella piccola corsa contro il tempo è nato PRESENZE ISOLATE, un progetto costruito attorno a due gallerie parallele. Da una parte le architetture, osservate nella loro essenza formale e isolate dal contesto. Dall’altra le persone, colte in un attimo della loro esistenza, ciascuna sola con la propria storia.
Il filo conduttore è semplice: ogni fotografia racconta una presenza unica.
L’allestimento ha seguito la stessa filosofia. Niente effetti speciali, niente elementi superflui. Solo stampe Fine Art, supporti trasparenti e molto spazio bianco, lasciando che fossero le immagini a parlare.
Il venerdì pomeriggio, poche ore prima dell’apertura, l’ultima stampa era finalmente al suo posto. Mi sono voltato verso Marco e gli ho detto: «Ecco, adesso posso davvero ringraziarti… perché fino a ieri continuavo a provare un leggero velo di odio per averti dato solo dieci giorni per preparare tutto».
Abbiamo riso entrambi.
In realtà quel “velo di odio” era semplicemente la conseguenza di dieci giorni vissuti con il cronometro in mano, cercando di trasformare un’idea in qualcosa di concreto senza rinunciare alla cura dei dettagli.
Poi sono arrivati i visitatori.
Persone che si fermavano davanti alle fotografie, che cercavano di riconoscere un edificio, che immaginavano una storia dietro uno sguardo, che osservavano in silenzio. Ed è stato proprio in quei momenti che ho capito come tutta quella corsa fosse valsa la pena.
Perché Open House Torino non è soltanto un’occasione per visitare luoghi normalmente chiusi al pubblico. È soprattutto un invito a cambiare punto di vista. Nel mio caso, grazie all’ospitalità di BOX Architetti e alla splendida terrazza affacciata su Piazza CLN, è diventato anche il contesto ideale per condividere un progetto che parla di architetture, persone e della loro irripetibile presenza nello spazio.
E se domani qualcuno mi proponesse di organizzare un’altra mostra in dieci giorni?
Probabilmente risponderei ancora una volta: «Volentieri».
Salvo poi ricordarmi, verso il nono giorno, che il leggero velo di odio potrebbe tornare a farsi vedere.